Una linea sempreverde

All’inizio degli anni ’70 iniziava la sua strepitosa avventura un personaggio capace di conquistare una simpatia universale: La Linea.

Questo era il nome del protagonsta di un disegno animato di Osvaldo Cavandoli che, puntando su uno stile minimalista ed un linguaggio tipo grammelot, aveva creato un personaggio straordinariamente versatile.

La Linea era diventata la beniamina egli italiani tramite le pubblicità proposte da Carosello, ma dagli anni ’80 in poi sarebbe diventata la “testimonial” in varie campagne pubblicitarie di Svizzera, Francia, Germania, Danimarca, Polonia, Svezia, Turchia, Israele, Sudafrica ed Australia, solo per citare alcuni paesi.
E, fatto particolare, senza neanche il bisogno di essere doppiata nelle rispettive lingue: il colore dello sfondo infatti suggeriva di volta in volta gli stati d’animo dello scontroso ed iracondo personaggio, mentre il suo brontolio incomprensibile ma espressivo lo rendeva molto comunicativo.

Nel 1972 La Linea diventava anche striscia a fumetti, vincendo numerosi premi internazionali. Sarebbe difficile citare tutte le occasioni e le forme in cui è stata utilizzata.
Una cosa è certa: dopo 50 anni, diverte ancora vederla.

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Articolo: Ines Beltramo. All Rights Reserved.