A San Damiano Macra messa grande, anzi grandissima

San Damiano Macra, 17 novembre 2019

Domenica 17 novembre la messa “grande” delle ore 11 nella chiesa parrocchiale di San Damiano Macra è stata particolarmente affollata, e non solo di fedeli.
Come succede soltanto raramente, c’erano ben 5 sacerdoti concelebranti e la cantoria era quella delle grandi occasioni.
Tanto ben di Dio si era dato lì appuntamento per festeggiare due protagonisti importanti ed essenziali per la comunità dell’intera valle: Don Ugo Sasia e il coro La Reis.

Infatti, proprio nello stesso anno in cui il gruppo corale festeggiava trent’anni di attività non solo locale ma anche internazionale, il sacerdote ha raggiunto il traguardo dei vent’anni trascorsi come parroco di San Damiano Macra. Don Ugo, che in passato è stato per molti anni missionario in Africa, non si è risparmiato nemmeno durante la sua permanenza in Valle Maira, che ha percorso in lungo e in largo di continuo e instancabilmente. Bisogna inoltre riconoscere che ha avuto l’ardire e la forza di proporre, organizzare, seguire e concludere importanti lavori conservativi in molte chiese e cappelle della vallata. Non saranno mancate le critiche da parte di qualcuno, ma il risultato finale è sotto gli occhi di tutti e non lo si può certamente accusare di aver fatto soltanto parole e di essere rimasto a guardare mentre l’acqua piovana s’infiltrava mettendo a rischio la salute degli edifici sacri.

Purtroppo, la funzione religiosa che lui stesso ha concelebrato non aveva soltanto l’intento di festeggiare i due compleanni, ma voleva essere anche un arrivederci: Don Ugo infatti ha rassegnato le dimissioni, causa le precarie condizioni di salute che negli ultimi sei mesi lo hanno costretto per ben tre volte al ricovero in ospedale.

A lui va il grazie di tutta una comunità, frammentata e dispersa in tanti piccoli borghi montani, a cui lui con sacrificio ha cercato di portare sostegno spirituale.

Alla Reis invece diciamo grazie per aver riscattato, fatto conoscere e tenuto vivo il patrimonio delle tradizioni che hanno radici in valle. E auspichiamo che continuino a farlo, ben oltre che per trent’anni.

Fonte: SalaStampa.Eu – Articolo e Credito Foto: Ines Beltramo. All Rights Reserved.
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